martedì 14 maggio 2013

non sono qui per soddisfare una vostra curiosità, ma per farvi partecipare al mistero

Penso che nessuno di noi si meravigli quando qualcosa, a causa della gravità, cade in terra …ma quando vediamo una calamita che attrae un pezzetto di ferro a distanza o quando vediamo un bastoncino di vetro sfregato nella stoffa attrarre frammenti di carta allora, si, ce ne chiediamo il perché.

Talete

Però io or
Anassimandro
a non sono qui per soddisfare una vostra curiosità, ma per farvi partecipare al mistero; questo perché l’argomento fa parte della pomposa branca dell’epistemologia, che non è altro che la filosofia della scienza, ovvero lo studio dello studio.


Vediamo come viene posto il problema dalla scienza.

Antica Grecia

Ai tempi dell’antica Grecia, culla della filosofia, la scienza faceva parte di quella, e possiamo indagare dentro di essa per cercare delle soluzioni al problema che ci siamo posti. Poi un salto di oltre un millennio per passare di nuovo a parlare di filosofia e di scienza notando che nel frattempo, nel mondo occidentale, non si è fatto alcun progresso. Quel millennio forse è servito per accrescere le radici dello sviluppo futuro, ma intanto schiere di monaci, che avevano fatto un rifiuto alla vita, e per imitazione di Cristo, e per la mancanza di sicurezza nella popolazione dopo la caduta dell’Impero Romano, avevano passato il tempo a grattare le pergamene dove si trovava la vecchia cultura, per scriverci sopra la storia della vita delle sante. Si sono perse tante trattazioni di magia ma anche di
Pitagora
scienza medio orientale, e quest’ultima potè andare avanti solo paesi arabi, vedi astronomia, alchimia ecc.


Ma fermiamoci all’occidente: nell’illuminismo, e poi nel ‘600 si riproposero i vecchi interrogativi, però la faccenda fu affrontata in modo diverso, ovvero non si andava a cercare il perché, ma si osservavano e misuravano gli effetti. Non ci interessava del perché il ferro si piega, ma registravamo che con tanti grammi il ferro si piega di tanto. Galileo ed i suoi seguaci dell’Accademia del Cimento, col loro detto provando e riprovando (ovvero provare i fenomeni e negarne il contrario) rimisero in modo un ingranaggio che andò avanti stritolando studi sulla magia ed esoterismo che, a torto od a ragione, furono cacciati dalla scienza.

Zenone
A noi interessa come fu affrontato il problema del moto, ma l’azione a distanza comprendeva anche altri effetti che cambiassero a distanza le qualità delle cose, ovvero non solo la condizione di moto, ma anche altre qualità, come temperatura, o mutamenti interni. Quale era la causa per la quale un corpo può comunicare qualità o moto a distanza? Ed a quale velocità?


Il primo concetto che vorrei far notare è l’azione della parola; anche la parola può agire:


Isaia LV, 11: Così sarà la mia parola, che sarà uscita dalla mia bocca: ella non
parmenide
ritornerà a voto: anzi opererà ciò ch’io avrò voluto…



Matteo VIII, 5:…solamente di’la parola, e’l mio famiglio sarà guarito. Perciocché io sono uomo che sottostà alla podestà altrui e ho sotto di me dei soldati:e pure, se dico all’uno, va, egli va:…


Qui vediamo due modi diversi di agire: la parola del centurione che ha dato il suo effetto mediante i soldati, quella di Gesù e di Dio, che hanno agito direttamente.


Le prime ipotesi

Si suppone che l’uomo primitivo abbia immaginato i mutamenti nelle cose dovuti all’azione delle entità naturali, nel senso delle divinità che si era creato. Questa ipotesi era ancora in voga in quei
Leucippo maestro di Democrito
primi periodi della filosofia greca che ci sono stati tramandati. Per gli ionici del VI secolo a.C. l’intera natura è viva e cosciente (Talete , Anassimandro, filosofi ionici)


Talete 625-545 dette una parte di anima anche alle cose inanimate: la pietra magnesia ha un ‘anima, causando il movimento nel ferro. Sarebbe stato Talete di Mileto il primo ad occuparsi di fenomeni come l'elettricità ed il magnetismo nelle loro forme primitive
Democrito
ed elementari


atomi


Pitagora 580-500 ipotizza la tendenza di tutte le cose ad unirsi , causa della coesione e del moto di corpi che si attraggono


Eraclito 535-475 Tra i principi contrari si crea una sorta di lotta. In questa dualità, è guerra fra i contrari in superficie, ma armonia in profondità,


Parmenide 515 445 Sostiene l’inesistenza del vuoto: l’essere è perché il non essere non è. Mutamenti di moto produrranno azioni di moto di un atomo sull’altro, però nessuna azione può essere trasmessa attraverso il non essere, così non può aver luogo un’azione a distanza.

Anassagora


Secondo Anassagora (496 a.C.- 428 a.C.) la materia è infinitamente divisibile e ciascuna parte infinitesima contiene i semi di tutte le cose esistono, sparse in tutto l'universo, sostanze semplici, in continuo movimento. Sono particelle piccolissime che si raggruppano e si separano dando origine alle cose ed agli esseri. Il movimento continuo è impresso alle particelle da una sostanza leggera e sottile, diffusa in tutto l'universo.


Empedocle
Zenone di Elea (489 a.C. 431 a.C.) di lui si conosce il paradosso che dimostra l’assurdità del moto


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Leucippo V secolo dette il la all’atomismo. Con il suo discepolo Democrito (460 a.C. – 371 a.C) ha teorizzato che il mondo naturale consista in due parti: gli atomi indivisibili e il vuoto. Gli atomi sono di varie forme e dotati di uncini agiscono solo per contatto, l’esistenza del vuoto permetto loro di muoversi ed eseguire trasformazioni.


Empedocle 494 474 Empedocle (intorno al 470) assume quattro elementi, terra acqua fuoco aria e le sue cause motrici chiama amore (Filia) e gli elementi corporei ricevono nomi di coppie di dei come in Esodo.


Platone((427-347) i moti nella natura sono causati dall’anima e non dalla loro forma naturale.


Aristotele
Aristotele (348 322) parla di un primo motore immobile che agisce per contatto, può toccare ma non essere toccato. Le sfere celesti sono mosse da Amore (Eros) Secondo Aristotele le parti dell’aria si trasmettono tra loro non solo il moto, ma anche la propriet
Platone
à di muovere. La forma è distinta dalla materia. Aristotele tende a negare il vuoto; il pieno può avere mutamenti in quanto i corpi si fanno spazio reciprocamente, non può esistere azione a distanza, se mai è antiperistasi. Noi ora sappiamo che nella siringa non è il vuoto lasciato dl pistone che attrae il liquido della fiala, ma la pressione atmosferica, ci è voluto però del tempo ad arrivarci. Immagina un quinto elemento che riempie il vuoto tra gli atomi, gli elementi sono così terra acqua fuoco aria e questa quinta essenza precorre il concetto di etere.



Secondo Teofrasto (371 a.C. – 287 a.C ) è la proporzione pori che da la percezione da parte dei vari sensi.. Egli fu il primo a fare un accenno alla piroelettricità, notando, nel 314 a.C. che la tormalina si carica elettricamente quando viene riscaldata.


Teofrasto
Plutarco (46 d.C./48 d.C. – Delfi, 125 d.C ) afferma che solo in ferro viene attratto dalla magnetite per l’adatta forma e dimensione dei pori.


Erone


Per Erone (I-II secolo a.C.) c’è un attrazione da parte del vuoto. Erone accetta l’esistenza del vuoto che rende comprimibile l’aria


Teorie emanatistiche

Le teorie emanatistiche sono nate dal pensiero neoplatonico:

Nel periodo ellenistico (323-31 ac) e nel medio evo, fu fatta un’analogia tra propagazione della luce ed attività dell’anima . Questa idea di emanazioni fu ripresa nel medio evo e poi nel ‘600 divenne una teoria per la propagazione della luce, suono ed azioni elettriche(teorie umanistiche).







L’azione a distanza dal medioevo in poi

Filosofia e scienza nell’antica Grecia e poi furono riprese nel tardo medioevo.

Teorie emanatistiche

Le teorie emanatistiche sono nate dal pensiero neoplatonico:

Plotino
Nel periodo ellenistico (323-331 a.C.) e nel medio evo fu fatta un’analogia tra propagazione della luce ed attività dell’anima (teorie umanistiche). La vista e le anime escono a raggi.



Ruggero Bacone
Nel neoplatonismo(Plotino, 203-270d.C.) gli effluvi sono tra le cose inferiori e quelle superiori, le anime uscivano dal corpo in raggi, il Nous contempla l’uno come se l’occhio guardasse la luce e non l’oggetto illuminato.


Si discute se l’irradiazione spirituale potesse agire sui corpi materiali, altrimenti anche la radiazione era elementare ma materiale

Nel Seicento si riprende l'idea neoplatonica, basata sull'identità di essere e pensiero, ed il concetto della metafisica stoica e neoplatonica delle emanazioni. Ne nacque una teoria della propagazione della luce, calore, suono ed attrazione elettrica e magnetica.
C
ominciò invece a entrare in crisi col dualismo elaborato da Cartesio , il cogito ergo sum .

Fu poi anche lo sviluppo dell'empirismo anglo-sassone e del meccanicismo newtoniano, che riproponevano il determinismo di Democrito (storico avversario del neoplatonismo)

Fu poi soprattutto con l'idealismo tedesco che il neoplatonismo godette di nuova fioritura. Vedi Kant
Gian Battista dalla Porta
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Paracelso
Ruggero bacone1214 1292 elabora una teoria di comunicazione di impulsi come negli anelli dell’acqua Bacone parla dell’irraggiamento del calore ma non trasmissione di qualcosa di materiale…le emissioni causano l’attrazione…emissione di spiriti e poteri immateriali.. l’agire tra menti…influenze dei corpi celesti, la virtù delle pietre preziose e di certe immagini… Bacone discute il fatto che ungendo di unguento l’arma che ha causato la ferita, cura la ferita stessa: è impressionato dalla evidenza del fatto ma non è convinto. Anche Boyle (1627-1691) parla di curare le ferite per attrazione di simile verso simile



Guglielmo Occam, 1288 – 1349 conosciuto per il “rasoio di Occam” dalla sua affermazione “l’ipotesi più semplice la è più attendibile”. Parlò di limitare la causa del moto all’esperienza senza moltiplicare gli enti senza necessità.


Fracastoro parla ancora di simpatie ed antipatie. Secondo Tommaso di Aquino (1200) la magnetite da una certa qualità al ferro. Autori del rinascimento come Marsilio Ficino (1433 – 1499), Paracelso (1493 1541) attribuiscono al magnetismo il potere delle stelle.


Giambattista Porta
William Gilbert
(1535 – 1615) parla di una lotta nella magnetite tra pietra e ferro, Cardano 1501 – 1576) paragona l’azione dell’ambra come una sostanza secca attrae l’umidità, ma Gilbert obietta che in quel caso ci sarebbe accrescimento. Per altri la magnetite muove il ferro verso la sua
Marsilio ficino
perfezione, il ferro è trasportato da una brama miracolosa ad unirsi al proprio principio.



Gilbert (1544 – 1603) si oppone all’idea di simile per il simile, nega l’ipotesi degli ippocratici che l’attrazione avrebbe luogo ad opera del calore. Plutarco pensava che l’ambra emette un leggero effluvio che rarefa l’aria intorno, ma ci sarebbe stato un ritardo nell’attrazione. Gilbert nega l’attrazione dovuta al moto dell’aria e poi parla di un respiro emanato dal corpo che esercita l’attrazione… qualcosa passa tra i due corpi, un effluvio...la terra è un grande magnete.


La filosofia corpuscolare

notiamo che Gilbert espone ancora le antiche teorie, ma nel ‘600 avvenne un attacco alla scienza antica con la verifica sperimentale dei fenomeni, molte teorie non riuscirono a superare l’esperienza. Non più analisi a priori e teorie antropomorfiche. Rinacque però pitagorismo ed atomismo dando alla materia inanimata solo qualità geometriche e meccaniche. Ad anima fu sostituita forza (vis) ed il mutamento del moto dei corpi dovuto a cause esterne, non più interne . In Descartes (Cartesio) (1596 1650) ci fu una distinzione tra materia pensante e materia estesa. Già l'abate Pierre Gassend, detto Gassendi (1592 1655), parla di raggi come lingue del camaleonte che effettuano l’azione a distanza
Fracastoro
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Meccanicismo

Descartes (Cartesio)

Gassendi
Le formulazioni più celebri del meccanicismo sono quelle di Cartesio, il vero padre di esso, in quanto la sua res extensa, distinta dalla spirituale res cogitans, è caratterizzata da un meccanicismo deterministico assoluto, che riguarda non solo la materia inanimata, ma anche gli animali diversi dall'uomo, visti da Descartes come pure macchine. Poi le teorie meccanicistiche del pensiero neoplatonico che studiano il movimento, l’horror vacui che spiega il movimento per attrazione oppure per antiperistasi, ovvero pressione nelle parti opposte. Il vuoto è causa dell’attrazione ma molti la negano ed accettano solo l’azione per pressione dal dietro (antiperistasi), mai trazione solo spinte


l'horror vacui indica una teoria ideata da Aristotele che afferma che la natura rifugge il vuoto, e perciò lo riempie costantemente; ogni gas o liquido tenta costantemente di riempire ogni spazio, evitando di lasciarne porzioni vuote. La teoria contraddiceva il pensiero della scuola pitagorica antica e della filosofia atomista, per cui l'esistenza del vuoto resa una necessità,: per gli atomisti, ad esempio, il vuoto che permea gli atomi è quello che permette il movimento.. Lo stesso Galileo Galilei non si allontanò dall’horror vacui. Il suo allievo Evangelista Torricelli affermò nel 1644 che il livello di mercurio in un tubo chiuso dipendeva dalla pressione atmosferica. Nel 1647 Blaise Pascal confermò quest'ultima teoria. Infine, proprio mentre nel 1650 Paolo Casati nella sua tesi Vacuum proscriptum proclamava ancora la validità della teoria aristotelica poggiandosi su prove filosofiche e principi teologici, Otto von Guericke provò definitivamente la falsità della teoria aristotelica da un punto di vista fisico, producendo materialmente il vuoto.


La teoria dei vortici

Galileo 1584 1642

Berkley
Descartes rifiuta il vuoto . La sostanza che riempie il vuoto ha gli atomi divisibili e si estende in tutto l’universo Introduce l’inerzia . L’universo è un insieme di vortici interconnessi ciascuno contenente particelle in rotazione. Così spiega il moto dei pianeti e delle comete. Le forme non possono essere separate dalla sostanza stessa e gli oggetti vengono visti per la luce che riflettono. Per la luce non si tratta di un flusso di corpuscoli ma di una pressione causata dalle particelle del primo elemento ruotante intorno al sole. La trasmissione è istantanea. I solidi sono quelli in cui le particelle sono più in quiete.


L’attrazione magnetica è spiegata per mezzo di piccole particelle striate a spirale che scorrono in tutti i canali scavati nel magnete e che acquistano un movimento come un proiettile nella canna di un fucile. Nella bussola i condotti si dispongono lungo le traiettorie delle particelle magnetiche della terra. Si comportano come una vite nei canali della materia attratta.. Per l’attrazione elettrica si pensa a particelle munite di rami che si staccano dalla materia elettrizzata formando una catena, ma non spiega tutte le proprietà dei corpi elettrizzati.

Torricelli

Huygens
Per l’attrazione gravitazionale, considerata la proprietà dei vortici, inverte i nostri concetti di leggero e pesante in quanto sono gli oggetti pesanti che salgono per forza centrifuga e quelli leggeri che ricadono: pensa ad un secondo elemento che circonda la terra e per forza centrifuga tende al allontanarsi con maggiore intensità delle particelle terrestri che ricadono. Rivaleggiò le teorie newtoniane fino al tardo 700.



Huygens 1629-1695 approvò questa teoria esaminando le particelle più pesanti in un vortice.

Rifiuta la propagazione della luce in termini di corpuscoli emessi: questa deve essere come la propagazione del suono per fronti d’onda sferici e concentrici ovvero una propagazione ondulatoria. Pensa ad un etere sottile molto duro ed elastico.


Thomas Hobbes (1588 1679) introduce il concetto di risonanza.

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Boyle (1627 1691) studia le varie azioni a distanza supponendo una trazione una spinta dal dietro ed il magnetismo con un meccanismo a vite. Boyle è conosciuto per le sue sperimentazioni sull’elasticità dell’aria.


Evangelista Torricelli ( 1608 1647) Fece piazza pulita di tutte le argomentazioni contro il vuoto, però rimaneva il bisogno di una materia sottile che lo riempiva e permetteva la trasmissione della luce.


Robert Hooke (1635 1703) sviluppò la teoria della congruenza in un trattato sulle molle dove suggerisce che la materia consti di parti in vibrazione continua e che l’estensione di un corpo sia dovuta all’ampiezza di queste vibrazioni. L’attrazione elettrica e magnetica sono trasmessi con la mediazione di un mezzo.


Teoria della gravitazione

Sir Isaac Newton (1642 1727) pensò per la propagazione della luce a corpuscoli anziché ad onde. Non potendosi spiegare azioni senza contatto meccanico pensò al mezzo come sensorio di Dio, artefice dell’ordine del mondo. Le teorie gravitazionali si potevano adattare anche agli altri tipi di azione a distanza e ne determinò matematicamente le relazioni. Prima della generale accettazione della teoria della gravitazione di Newton, i filosofi naturali non accettavano il concetto di azione a distanza. Non si accettava l’idea che sostanze inanimate potessero esercitare un’azione in un posto diverso da quello dove erano (superstizione o magia). Si escogitavano dei meccanismi per spiegare le azioni tra corpi distanti.
Se un mezzo non appariva direttamente ai sensi, essi inventarono “effluvi” o “l’etere continuo”, in modo da poter spiegare gli effetti con l’azione strato su strato o particella su particella.
La parola “attrazione” era respinta, perché portava a credenze occulte.
Huyghens e Leibnitz non accettarono mai la teoria di Newton.



Gottfried Wilhelm von Leibniz (1646 1716)

Newton

Leibiniz
Se gli atomi fossero elastici sarebbero deformabili ovvero non atomici…lo spazio è pieno di materia perché il vuoto è imperfetto i corpi dunque non agiscono a distanza… si parla di monadi che hanno più attinenza con le anime che con gli atomi…un corpo non è mai mosso in modo naturale tranne che da un altro corpo che lo tocchi…il vuoto di Torricelli è solo mancanza di materia grossolana..Clarke, un suo corrispondente allievo di Newton, è d’accordo con lui con la non esistenza di azioni a distanza. L’attrazione non ha cause occulte anche se ancora non sono state scoperte. In ogni modo si danno solo spiegazioni metafisiche.



Giustificazioni filosofiche dell’azione a distanza.

Immanuel Kant ( 1724 1804) Segue Newton accetta forze agenti a distanza e non richiede cause contigue per l’attrazione ma le richiede per la repulsione. Accetta i rapporti quadratici delle forze con le distanze giustificandoli con la natura tridimensionale dell’universo. Tutti questi scienziati formularono ipotesi attinenti il nostro argomento:

Boscovich, Boyle, Bernulli, Knight. von Guericke, Epino, Cavendish, Coulomb, Ampere, Poisson, Berkeley, Boerhave, Black, Cleghorn, Higgins, Berthollet, Lavoisier… e così fino
Hobbes
all’800.




Le teorie dei campi

Eulero
Ad anticipare la teoria dei campi elaborata da Maxwell dovrebbero essere stati Bernulli (1700-1782) e Eulero ( 1707 1783) che, praticamente è il fondatore della meccanica dei mezzi continui. Il campo fluido, un mezzo materiale continuo od un espediente matematico?


Questa teoria richiedeva nozioni di matematica che proprio Eulero sviluppò.

Così si spiegava la possibilità di azione a distanza in un continuum. Fu introdotta la nozione di potenziale Poisson introdusse il concetto di potenziale in elettrostatica.

Faraday parla di azione elettrica in un dielettrico solido e particelle contigue lungo linnee curve. ( ma le particelle contigue non si toccherebbero), non si impegna in una ipotesi di etere imponderabile.

L’atomo è conduttore, lo spazio interposto no. Nei conduttori gli atomi si toccano? Azione per urti od azione a distanza analoga alla gravitazione? Rimane sempre il problema se considerare il campo come un mezzo fisicamente continuo.

A differenza che nel campo elettrostatico nel campo magnetico sono sempre presenti due cariche e le linee di forza, reali o virtuali che siano, si richiudono nei due poli. Non risulta l’esistenza di monopoli.

Boyle

Faraday e le linee di forza



Michael Faraday( 1791 1867) respinse per primo le idee gravitazionali di Newton per le interazioni elettriche e magnetiche e assegnò il ruolo di “propagatore” alle linee di forza del mezzo interessato; pose le basi per il moderno concetto di “campo” .

Faraday
Faraday non aveva grandi conoscenze matematiche ma introdusse il concetto di linee di forze curve e per l’induzione parla di particelle contigue, non necessariamente a contatto. Nel 1820 H.C. Oersted scoprì che una corrente elettrica produce un effetto magnetico deviando l'ago di una calamita e nel 1831 M. Faraday scoprì che una corrente elettrica può essere prodotta dal movimento di un magnete o dalla variazione di un'altra corrente elettrica.


Se consideriamo nello spazio una sferetta di materiale conduttore e la carichiamo con 5volt rispetto a terra , ovvero aggiungiamo o togliamo elettroni dalla sua superficie, questa diverrà centro di un campo di forza ed intorno a questa si presenteranno superfici sferiche equipotenziali, aventi tensione in volt linearmente sempre più piccole misurate in Volt/metro. La sferetta di per se avrà una capacità in Farad proporzionale al suo diametro ed un’energia data dal prodotto della capacità per il quadrato della tensione in volt. Solo in presenza di un’altra carica si presenta anche una forza di attrazione ma con rapporto quadratico rispetto alla distanza. Se la carica mossa è 1 coulomb e si sposta nel campo di uno spazio equivalente ad 1 Volt si considera un energia di 1 Joule (1 Newton-metro) ovvero un campo elettrostatico di 1V è capace di spostare la carica di 1 coulomb per 1 metro. Dato che la carica di un elettrone è -1,6.10 -19 Coulomb in fisica si misura l’energia delle particelle in elettronvolt, ovvero l’energia che si spende per spostare un elettrone di 1 metro in un campo di 1V/metro. L’esame dettagliato, dato che durante il percorso il campo istantaneo varia, si può studiare solo col calcolo differenziale. Si considera il campo irradiarsi a raggi, linee di forza, ma non è chiaro se da sola la sfera elettrizzata emani il suo campo o che si richieda la presenza di almeno una particella o di un osservatore come accenneremo per altri fenomeni. La tensione è considerata zero all’infinito. Un campo magnetico variabile si comporta come una carica elettrica. Il campo elettrico è considerato una proprietà dello spazio.

Il campo elettrico ha le stesse caratteristiche del campo gravitazionale salvo che in quest’ultimo si opera con coefficienti che hanno dopo la virgola 19 zeri di più di quelli del campo elettrico.


Oersted nel 1820 ipotizzò che l’energia che muoveva l’ago rispetto al filo elettrico della sua famosa esperienza non era nel conduttore ma al suo esterno. Quell’argomento fu trattato anche da Ampere, poi Gauss.

Dunque il campo elettrico è la regione di spazio in cui agiscono le forze elettriche su altre cariche eventualmente presenti ed è una proprietà dello spazio stesso.

Illuminis
Kelvin
mo
Nella scienza lo datiamo 1600, da Galileo in poi ma il seme era già nei sofisti ed in Epicuro che vollero liberare l’uomo dalla paura della divinità e della natura



Positivismo E’ una corrente della prima metà ‘800 ciò che è reale, concreto, sperimentale, contrapponendosi a ciò che è astratto Il Positivismo non si configura come un pensiero filosofico ma come un movimento per certi aspetti simile all'Illuminismo, di cui condivide la fiducia nella scienza e nel progresso e nello stesso tempo affine alla concezione romantica della storia.
Hertz


James Clerk Maxwell ( 1831 1879)

Maxwell dimostrò che il campo elettrico e magnetico si propagano attraverso lo spazio sotto forma di onde alla velocità costante della luce. Nella materia a velocità inferiore. Nel 1864 scrisse "A Dynamical Theory of the Electromagnetic Field" dove per la prima volta propose che la natura ondulatoria della luce fosse la causa dei fenomeni elettrici e magnetici

Maxwell spiega la propagazione di effetti elettromagnetici in un mezzo elastico
Maxwell
quasi materiale in cui i tubi di forza magnetica sono filamenti vorticosi che causano tensione e pressione lungo la loro lunghezza. Il moto vorticoso è reso possibile da celle inattive tra un vortice ed un altro


Kelvin accettò questa ipotesi per la propagazione del calore, campo magnetico ecc, tanto che Maxwell aveva concepito le sue formule anche per un campo elettrostatico continuo.

Heavisyde
Hertz (1857-1894) riparla di affinità spirituale tra corpi reagenti in quanto la forza è presente solo quando ci sono entrambi.(il sole se fosse solo nello spazio, non irradierebbe, teoria ripresa anche successivamente).


Il corpo cerca continuamente di esercitare un azione in tutti i punti circostanti ma nello spazio circostante non avviene alcun mutamento.

Sta all’interpretazione di Helmholtz (1821-1894)che dice che la forza viene trasmessa sia per azione a distanza sia per polarizzazione di alcune parti nel mezzo. Per polarizzazione si intende avere cariche positive o negative

Maxwell calcola la velocità dei disturbi elettromagnetici prossima a quella della luce

In base alla teoria di Maxwell Thompson (1824-1907), conosciuto anche come Lord Kelvin, calcolò le forze delle cariche delle particelle in moto nel vuoto, Heaviside ricavò la formula che ne descrive la legge.


Sulla teoria ondulatoria

Questa ci aiuta a capire intuitivamente certe cose: se osserviamo gi anelli generati nell’acqua dal lancio di un sasso vediamo come una vibrazione si può espandere senza spostare mat
Helmholtz
eria. Meglio ancora osserviamo i vortici che si spostano qua e la senza che venga trasferito il mezzo e con i quali in varie epoche sono spiegate le azioni elettriche. Tanto più che la teoria ondulatoria involve le vibrazioni che sono un ottimo mezzo per comunicare: pensiamo che gli isolanti lasciano passare la corrente, quando questa è variabile.



La relatività

La teoria della relatività scombussolò tutto per la azione a distanza: il tempo divenne una caratteristica prettamente locale e si doveva considerare gli avvenimenti considerati nello spazio e del tempo relativi a diversi osservatori. Gli spazi si contraevano le masse aumentavano con la velocità, che divenne una nozione relativa. Questo a livello universale, alla piccole distanze la situazione rimaneva in stallo. Le geniali equazioni elaborate da Maxwell per la propagazione delle onde davano contraddizioni che con la relatività cinematica di Milne furono aggiustate.


Fisica quantistica

Milne
Con la fisica quantistica l’azione a distanza si riduce al lancio di particelle. I vari studiosi svilupparono nuove formule ed ebbero nuovi problemi, ma l’equazione di Maxwell rimase sempre valida anche per le azioni a distanza, che si dovevano considerare quantizzate, solo se integrata da quella di Scroediger, Wheeler, Feynman



Soluzioni anticipate

Schrodinger
Si dovettero considerare le soluzioni anticipate dell’equazione di Maxwell che si estendevano prima e dopo l’azione. Praticamente nelle equazioni di secondo grado ci sono due soluzione delle quali una spesso negativa. Questa non si considerava quando non aveva significato fisico, come tempo o frequenza con segno negativo. Invece queste sono considerate valide se andiamo indietro nel tempo, cosa considerata nella meccanica quantistica per le dimensioni delle particelle e per tempi piccolissimi. Praticamente un evento dava un effetto anticipato di tempo t=r/c ed uno ritardato di altrettanto (r è la distanza, c è la velocità della luce).



Velocità di trasferimento, spostamento e probabilità

Consideriamo anche che, in meccanica quantistica, per moto si considerano soltanto i vari punti nei quali abbiamo maggiore probabilità di trovare la particella. Le cognizioni attuali valgono solo per grandi quantità di particelle nelle quali le probabilità prendono uniformità.


L’energia in gioco

L’energia non era infinitamente divisibile e si comportava come gli atomi di Leucippo. Prendendo la luce, vediamo che quella è formata da un lancio di quanti di energia elementare, che Einstein chiamò fotoni, e che singolarmente non perdono energia viaggiando, essendo già la minima possibile. Abbiamo già visto gli atomi da alcuni considerati perfettamente rigidi perché non potevano essere più piccoli di quanto sono normalmente. L’onda elettromagnetica è formata da un fascio di fotoni che si rarefà allontanandosi. L’azione è analoga al lancio di sassi, che viaggiano a velocità costante, a differenza delle azioni elettriche nelle quali si sviluppa una forza che da accelerazione. Solo quando la velocità è accelerata una carica elettrica emette campo elettromagnetico, perdendo energia, altrimenti come nell’induzione, l’energia rimane nel circuito ( una carica ruotante è in effetti accelerata.)


Causa, effetto ed Osservatore

Inoltre nella fisica moderna non si parla più di causa ed efferrto, ma di evento ed osservatore. Pare che tanti fenomeni possono svilupparsi solo in presenza di osservatore senziente. Vediamo che un atomo eccitato, ovvero nel quale un elettrone è saltato ad un orbita superiore e si trova necessariamente a tornare al suo posto lanciando un fotone, questo va a cercare un altro atomo che lo possa ricevere lanciando un’ onda contenente le sue caratteristiche a velocità iperluminale; trovatolo lancia il quanto di energia. Praticamente si apre la strada come il fulmine col dardo. Se è solo nell’universo non lo lancia e rimane eccitato, come il sole non potrebbe proiettare i suoi raggi se non ci fosse niente da illuminare. Analogamente una carica elettrica può esercitare le proprie funzioni solo in presenza di altre cariche.